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ORSO BRUNO

Grecia – Orso bruno (Ursus arctos)

Distribuzione:
La popolazione di Orso bruno (Ursus arctos) in Grecia è distribuita in due areali distinti, geograficamente separati e situati a circa 200 km di distanza, nella parte nord-occidentale e nord-orientale del paese, nella catena montuosa Peristeri-Pindos e nel complesso montano di Rodopi. La distribuzione effettiva della specie si estende su 17.850 km2, mentre l’areale di distribuzione complessivo è di 34.868 km2.
La popolazione di Peristeri-Pindos rappresenta il limite distributivo più meridionale dell’areale europeo della specie, e rappresenta quindi una popolazione di eccezionale importanza biogeografica.

Dimensione della popolazione:
Negli ultimi due decenni, la popolazione di orso bruno nel paese ha mostrato tendenze positive su scala locale (principalmente nell’areale nord-orientale di Pindos), raggiungendo oggi almeno 475-500, con un’espansione della distribuzione rispetto all’areale storico.
A scala biogeografica, il nucleo della popolazione nord-occidentale è direttamente connesso alla popolazione Dinarico-Pindos (distribuita in otto paesi a nord dei Balcani) e conta 3.070 individui (la seconda più grande popolazione di Orso bruno in Europa), mentre il Parco Nazionale dei Monti Rodopi è collegato alla popolazione dei Balcani orientali, che raggiunge 520 individui.
Le dimensioni della popolazione di Orso bruno nelle aree di progetto sono:
1) Parco Nazionale dei Laghi di Prespa (e Prefettura di Florina): stima di 109 individui (52 -196, IC al 95%).
Parco Nazionale di Pindos: stima minima di 140 individui.
Parco Nazionale di Rodopi: stima di 45-97 individui.
Nelle tre aree protette si stima quindi una popolazione di circa 250 individui, che rappresenta circa il 50% della popolazione totale di orsi bruni nel Paese.

Stato di conservazione:
Habitat:
Sebbene la specie abbia una distribuzione abbastanza ampia e continua, entrambi gli areali disgiunti sono interessati dalla frammentazione dell’habitat, a causa di grandi infrastrutture (principalmente autostrade) o dall’uso inappropriato del territorio. Nell’areale del NPNP, il confine orientale dell’area interessata dal progetto, l’habitat dell’orso ha sofferto dal 2005 al 2009 di un grave degrado e distruzione a causa della costruzione dell’autostrada Egnatia. Nell’areale del RMNP, l’integrità ecologica della parte orientale dell’area è a rischio, a causa dell’attuale costruzione di un altro tratto autostradale di Egnatia, che collegherà la Grecia con la Bulgaria. Oltre alle infrastrutture, altri fattori contribuiscono al degrado dell’habitat dell’orso nelle aree del progetto: i diffusi terreni agricoli della piccola proprietà fondiaria, il disboscamento, il degrado delle foreste di querce a causa dello sfruttamento eccessivo e gli incendi boschivi. Infine, un recente progetto internazionale di estrazione petrolifera su larga scala sta minacciando gran parte dell’area del NPNP con degrado e perdite ecologiche irreversibili.

Mortalità:
La mortalità di origine antropogenica colpisce ancora oggi la popolazione di Orso, con 202 eventi accertati nel periodo compreso tra il 1996 e il 2018 (media di 10 orsi morti ogni anno). La mortalità di origine antropogenica colpisce anche la popolazione nelle aree di progetto, con 89 morti accertate (quasi il 45% del totale dei casi noti) nello stesso periodo. I casi noti di mortalità antropogenica nella popolazione di orso rappresentano circa un terzo dei casi totali. Sia a livello nazionale che nelle aree di progetto, i tassi di mortalità antropogenica (9% e il 7,8% rispettivamente) sono ancora al di sopra della soglia sostenibile del 4%. I conflitti uomo-orso sono la causa principale delle uccisioni dirette. Nelle due popolazioni interessate dal progetto (NPNP e PNP) l’orso, come specie opportunista, mostra un modello di alimentazione stagionale pronunciato, collegato a risorse alimentari di origine umana. Questo fatto aumenta il rischio di conflitti e, di conseguenza, il rischio di mortalità antropogenica a danno della popolazione ursina (uccisione illegali e avvelenamento diretti).
I dati generali sullo stato dell’orso bruno in Grecia, acquisiti attraverso precedenti progetti LIFE negli ultimi 15 anni, mostrano che il conflitto tra uomini e orsi sta diventando un problema piuttosto preoccupante e impattante sulla popolazione. Tre fattori principali sembrano essere all’origine di questo fenomeno:
1) Le tendenze positive nei nuclei locali di orso, legate sia ai precedenti sforzi di conservazione e/o ad un aumento del successo riproduttivo, sia ad un incremento medio nelle dimensioni delle cucciolate e del tasso di sopravvivenza, in relazione alla qualità e disponibilità degli alimenti.
2) Frammentazione dell’habitat, disturbo ed effetto barriera ecologica, con i relativi effetti collaterali sul comportamento spaziale dell’orso e sulla connettività a livello di popolazione, causati dalla costruzione di infrastrutture di trasporto. L’autostrada di nuova costruzione (autostrada Egnatia) e la relativa rete, attraversano alcune delle aree più importanti dell’habitat centrale dell’orso nei Monti Pindos settentrionali, ma anche nella catena montuosa del Rodopi, inclusa una parte di aree minori interessate dal progetto.
3) Una crescente negligenza e mancanza di gestione di attrattivi alimentari antropogenici come: rifiuti domestici e altre tipologie che sono ampiamente diffusi in molti settori dell’areale dell’orso, e che sono all’origine della diffusione di comportamenti “confidenti” o “problematici” in alcuni esemplari.

Stato di protezione ai sensi della legge nazionale / locale dell’orso bruno
In Grecia:
L’Orso Bruno (Ursus arctos) è specie prioritaria a livello europeo, inserita negli allegati II e IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE).
E’ inoltre protetto dalla legislazione nazionale greca. Il Codice Forestale (s. 258, par. 2e, 2z del LD 86/69, modificato dalla s. 7 della legge 1775/75) proibisce l’uccisione, la cattura, il possesso e l’esposizione di orsi. Tuttavia, il suddetto decreto legge autorizza il Ministero dell’Ambiente (prima il Ministero dell’Agricoltura) a rilasciare deroghe selettive per il prelievo di singoli individui, in caso di ingenti danni da orso su bestiame, alveari, colture e frutteti. Quest’ultima giurisdizione è stata trasferita ai direttori regionali e ai servizi forestali locali, a seguito delle modifiche amministrative al decentramento introdotte dagli Atti 2218 e 2240/1994 (sulla base di un precedente regio decreto 733/69, questa giurisdizione era detenuta dal capo della Prefettura). Nella realtà, la deroga all’attuale stato di protezione totale (con le relative autorizzazioni rilasciate) è stata attivata in un solo caso (nel 1981).
Il regolamento di compensazione finanziaria è stato modificato nel 1997 dall’Organizzazione Ellenica per le Assicurazioni Agricole (ELGA), e oggi copre tutte le categorie di danni da orso al di sopra di determinate quote stabilite (ad esempio per gli animali da cortile, la perdita deve raggiungere il valore di almeno 200 €) al 100% del loro attuale valore di mercato.
Inoltre, l’Orso bruno è ufficialmente classificato “in pericolo di estinzione” dalla Lista Rossa nazionale.