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ORSO BRUNO MARSICANO

Italia – Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus)

Distribuzione:
L’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una sottospecie endemica italiana dell’Appennino Centrale, classificata in pericolo critico di estinzione nella Lista Rossa IUCN. Questa sottospecie si è differenziata a livello genetico, morfologico e comportamentale dall’orso bruno europeo grazie ad un lungo periodo di isolamento, alcune migliaia di anni secondo i più recenti studi. L’areale dell’orso bruno marsicano in Italia centrale si è progressivamente ridotto dal diciassettesimo secolo, con un’evidente accelerazione nella contrazione negli ultimi 200 anni, soprattutto a causa della persecuzione dell’uomo, fino alla sua protezione legale, adottata nel 1939 in Italia.

Attualmente l’areale della popolazione comprende il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e la sua Zona di Protezione Esterna, il Parco Nazionale della Majella (PNM), la Riserva Naturale Regionale – Oasi WWF Gole del Sagittario, la Riserva Naturale Regionale Monte Genzana e Alto Gizio e altre aree montane limitrofe, per una superficie totale stimata di 4.392 km2, mentre nelle aree periferiche a tali comprensori solo periodicamente si registra la presenza di individui erratici, con densità estremamente contenute. Tali aree di presenza sporadica si estendono in una matrice di oltre 10.000 km2 di habitat idonei alla specie, compresi all’interno del territorio di 5 regioni e 12 province.

Dimensione della popolazione:
Oggi questa sottospecie endemica vive con una popolazione residua di dimensione ridotta, stimata in 50 (CI 45-69) individui nella porzione centrale del suo areale (core area). L’andamento demografico della popolazione è fortemente condizionato dall’espansione dell’areale: affinché la popolazione possa crescere numericamente è necessario che dall’area centrale di presenza (sorgente) si espanda verso nuovi territori (aree di espansione).
Negli ultimi 20 anni sono stati registrati alcuni segnali positivi sull’ espansione dell’areale probabilmente anche grazie alla creazione di nuove aree protette a metà degli anni ’90, che hanno comportato sia una maggiore disponibilità di territori protetti sia un’espansione del monitoraggio, e quindi una maggiore capacità di rilevare la presenza della specie. I segnali positivi si riferiscono non solo all’aumento del numero di segnalazioni accertate al di fuori della core area ma anche, negli ultimi anni, all’aumento del numero di femmine con cuccioli, un dato particolarmente rilevante nel quadro della conservazione della popolazione.
In questo quadro generale, il Parco Nazionale della Majella ha un ruolo di primo piano poiché la presenza dell’orso è rilevata stabilmente almeno dal 2012, è stata accertata la presenza di almeno 3 femmine riproduttive e almeno due femmine si sono riprodotte dando alla luce 5 cuccioli in 4 anni (2014-2018).
Stato di conservazione:
L’orso bruno marsicano è attualmente in pericolo critico di estinzione. Le minacce alla sua conservazione sono state identificate nel Piano d’Azione Nazionale per la sua tutela (PATOM) e gli studi più recenti identificano l’elevata mortalità, soprattutto per causa antropica, come uno dei fattori più importanti da contrastare per mettere in campo una strategia di conservazione efficace.
Tutti i documenti gestionali redatti per la tutela dell’orso bruno marsicano possono essere consultati al seguente link del sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare: https://www.minambiente.it/pagina/piano-dazione-la-tutela-dellorso-marsicano-patom

Habitat:
L’areale della popolazione attualmente stimato (4.392 km2) è costituito da due aree disgiunte: una, la più ampia, che include l’areale centrale e storico e una piccola porzione ricadente nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini frequentata da un solo maschio adulto dal 2006 al 2010. Il 46,8% dell’areale coincide con aree protette e il 59,4% ricade in siti appartenenti alla Rete Natura 2000; in totale il 63,5% dell’areale ricade in zone tutelate.
La disponibilità di ambienti idonei rilevata su scala appenninica sembra essere sufficiente a sostenere una popolazione vitale di orso bruno marsicano. La disponibilità e la qualità dell’habitat dunque, secondo quanto confermato anche dagli studi più recenti, non sembrano essere al momento fattori critici per la conservazione dell’orso bruno marsicano. E’ necessario tuttavia garantire che le attuali condizioni di disponibilità di habitat idoneo siano mantenute in futuro così come è necessario tutelare l’attuale connettività e/o ripristinarla lì dove necessario.

Mortalità:
Le cause di mortalità dell’orso bruno marsicano includono sia cause naturali sia cause di origine antropica. Queste ultime, che possono essere sia accidentali sia illegali, sono la categoria all’interno della quale ricade la maggior parte delle cause di mortalità note. Considerati i buoni tassi di natalità e la buona disponibilità di habitat idonei per la specie, oggi la mortalità antropogenica, causata anche dal conflitto uomo-orso, è considerata la principale minaccia per la conservazione di questa popolazione residua.
Una delle cause di mortalità antropogeniche, favorita anche dalla diffusa presenza di strade sul territorio, sono gli incidenti stradali. Solo nel 2019 due femmine adulte sono decedute lungo una strada in un’area di connessione tra il PNALM, il PNM e l’Alto Molise, una perdita inestimabile di patrimonio genetico e anche di potenziale riproduttivo (il tempo medio stimato per rimpiazzare una femmina adulta è di 12 anni!). La mitigazione del rischio di incidenti stradali è, infatti, oggetto di uno specifico progetto di conservazione, il Life SAFE-CROSSING del quale il PNM è beneficiario associato (https://life.safe-crossing.eu/).
La bassa conoscenza dell’orso e una difficile convivenza con alcune attività umane, soprattutto in aree di neo-colonizzazione, possono favorire l’insorgenza di mortalità illegale. Nel Parco Nazionale della Majella i dati raccolti negli anni più recenti rivelano una situazione rischiosa in questo senso per due motivi: la presenza dell’orso comporta anche l’insorgenza di danni ad alcune attività umane (zootecnia, apicoltura e agricoltura) e, in generale, al verificarsi di interazioni uomo-orso, creando così situazioni potenzialmente conflittuali; il lungo periodo di tempo in cui si è registrata solo una presenza sporadica dell’orso nel PNM, ha cancellato nella popolazione locale la memoria storica e la conoscenza del plantigrado, così che oggi la “nuova” presenza sul territorio viene percepita spesso come un pericolo.
E’ per questo motivo che il Progetto LIFE ARCPROM, per la mitigazione del conflitto uomo-orso, è di cruciale importanza per garantire la sopravvivenza e la conservazione dell’orso.

Stato di protezione secondo la legge europea e nazionale dell’orso bruno marsicano
L’Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una sottospecie endemica dell’Appennino centrale, classificata in pericolo critico nella Lista Rossa IUCN. E’ una specie protetta a livello europeo dalla Direttiva Habitat (specie prioritaria inserita negli Allegati II e IV) e dalla sua applicazione in Italia (DPR 357/97, ​​Allegati B e D, modificati e aggiornati dal DPR 120/03). La legislazione nazionale classifica l’orso bruno marsicano come specie particolarmente protetta, con la Legge 157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”. L’Orso bruno marsicano gode del massimo grado di protezione previsto dalla legislazione nazionale.